Il Crypto Far West: un mondo a volte ‘selvaggio’, ma ancora per quanto? - Prima Parte


Strade fatte di polvere, buoni ma anche molti cattivi, indiani confinati in riserve, alcool e violenza, mentre a cavallo ci si muoveva in rossi e sconfinati tramonti. Per molto tempo, il paesaggio storico (e, soprattutto, il nostro immaginario) è stato popolato di tali elementi pensando al Far West[1].


Ma quanti di questi elementi caratterizzano anche il mondo crypto? Bene, questo mondo è fatto di scorci meravigliosi, di nuove ‘ferrovie tecnologiche’ pronte a collegare le diverse ‘città’ che popolano la nostra realtà, proprio come la prima ferrovia americana collegava New York a San Francisco nell’antico West; ma come in ogni Far West che si rispetti, vi sono anche i truffatori da saloon, i banditi senza scrupoli ed i nuovi sceriffi pronti ad acciuffarli dopo lunghe e sanguinose sparatorie.


Nel mondo crypto, l’anno passato ha visto episodi criminosi come il rug pull[2] del token Squid Game (SQUID), che ha registrato un rally del 45.000% prima di crollare[3], ma, in questo caso, gli unici a ‘fare gli indiani’ sono stati i fondatori del progetto, spariti, probabilmente, in qualche ‘riserva’ crypto. Abbiamo anche alcuni crypto exchange, molto simili a certi saloon del passato, ove improvvidi giocatori cercano ritorni economici da progetti blokchain alquanto esotici; abbiamo, poi, i cercatori d’oro digitale (leggasi, bitcoin) che a volte, invece, acquisiscono, al più, ottone, se non essere direttamente torlupinati dagli imbonitori dei non fungible token (si, perché molti NFT sono solo ciarpame o esempi di wash trading[4], mentre la fine art richiede decenni di selezione da parte della critica e di esposizione nelle principali gallerie mondiali per affermarsi sui mercati, oltre che dover offrire diversificazione e decorrelazione da altri asset…)[5].


Il mercato del Crypto Far West è ampio e vi è spazio per qualunque fiera: rammentiamo le recenti sponsorizzazioni milionarie di operatori del mondo crypto a quello calcistico italico, sempre più bisognoso di fondi. E, allora, in questi casi, l’adagio crypto non olet risulta alquanto appropriato; tanto più, quando molti degli sponsor sono già stati sanzionati in altre giurisdizioni per violazione della normativa antiriciclaggio e/o hanno patentemente violato la disciplina dell’offerta dei servizi ed attività di investimento[6], o, comunque, hanno compagini sociali dalla dubbia complessità bizantina e/o sedi legali in giurisdizioni poco trasparenti[7]. Proprio recentemente, sulla scorta di quanto sopra, l’Arsenal Football Club[8] ha dovuto interrompere la commercializzazione di un fan token per mancanza di trasparenza nelle informazioni rivolte ai consumatori ed il Manchester City ha sospeso la sua partnership con la DeFi crypto company, 3Key, per non aver superato, quest’ultima, i requisiti minimi di due diligence [9], previsti dalla blasonata squadra di calcio. Anche con riferimento alle squadre di calcio italiche e ad alcuni dei loro famosi crypto sponsor sarebbe necessaria maggior attenzione da parte delle autorità di vigilanza e giudiziarie nostrane: chi scrive sospetta molta poca chiarezza nei bilanci di tali società, nelle loro comunicazioni commerciali e, purtroppo, anche arbitraggi in tema di compliance AML/CFT. Anologhi interventi di oscuramento dei siti web di talune società nel settore crypto, come recentemente attuati dalla CONSOB, sarebbero forse augurabili per alcune di queste società, o agli sceriffi nostrani non interessa il connubbio – a volte molto poco virtuoso ­– fra mondo del calcio italiano e mondo crypto[10]?


Se lamentiamo una mancanza di sensibilità dei nostri sceriffi al tema, non possiamo dire lo stesso per quelli oltre oceano. Forse un po’ in sordina – come spesso accade – ed in forma un po’ criptica per i lettori non familiari al linguaggio della politica, ma è comunque trapelato un cruciale messaggio rivolto agli operatori del mercato crypto da parte di uno degli sceriffi del Crypto Far West più noti, temuti, ed esperti in tema di regolamentazione, ovvero, il Chair della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), Gary Gensler. In un suo recente statement, “Remarks before the Investor Advisory Committee[11], rammentando come il mercato crypto abbia raggiunto volumi ragguardevoli, ha fatto notare come il regolatore americano non sia più disposto a chiudere un occhio di fronte a condotte elusive/abusive:


For those who want to encourage innovations in crypto, I’d like to note that financial innovations throughout history don’t long thrive outside of our public policy frameworks. If this field is going to continue, or reach any of its potential to be a catalyst for change, we’d better bring it into public policy frameworks.


A chi scrive, pare che il linguaggio diplomatico di cui sopra, se fosse pronunciato da uno sceriffo del Far West, potrebbe suonare pressappoco così: “Cari Cryptobanditi and Co., vi stiamo per venire a prendere dentro il saloon, consegnatevi prima voi (e negoziamo, eventualmente) o vi saranno feriti! By lo Sceriffo, Gary Gensler”.


Pertanto, ciò che emerge dallo statement della SEC americana è che, al crescere del fenomeno crypto nei suoi volumi ma anche nella sua rilevanza sociale, i più autorevoli organismi di vigilanza non sono più disposti a tollerare condotte ai limiti della legalità (o nel suo più patente spregio) da parte di alcuni operatori del mercato crypto. Tutti gli operatori dell’ecosistema che hanno agito, fin ora, assaltando le diligenze, provocando feriti e rifugiandosi nelle valli selvaggie del mondo crypto, sono invitati a ripensare ai loro modelli di business e alle loro offerte commerciali, per essere innovatori e al contempo credibili interlocutori con le autorità, ai fini di un armonico sviluppo dell’ecosistema crypto.


D’altro canto, per par condicio, è bene rammentare – qualora fosse necessario – come l’ecosistema crypto vanti operatori di indubbio valore e affidabilità che, anche in Italia, cercano un costante dialogo con le autorità per lo sviluppo del settore nel pieno rispetto della normativa; parimenti, abbiamo, però, rappresentanti della finanza tradizionale che hannno mostrato poca trasparenza nelle comunicazioni con il pubbblico in tema di cryptovalute. Era notorio nell’ambiente crypto che, nel corso degli scorsi anni, UniCredit Italia avesse chiuso il rapporto contrattuale con alcuni suoi correntisti per aver inviato ripetutamente fondi in valuta fiat ad alcuni exchange per l’acquisto di criptovalute, limitando, pertanto, l’operatività dei propri clienti. Quanto era noto – per lo più agli addetti ai lavori o ai poveri correntisti che si erano visti limitare l’operatività – è diventato, ora, di dominio pubblico con un tweet ufficiale di UniCredit Italia in risposta ad alcune critiche che la riguardavano in una discussione su Twitter. In un tweet del 7 gennaio UniCredit Italia spiegava la propria condotta replicando ad alcuni clienti inferociti che:


“[…] le attuali policy di Gruppo vietano relazioni con controparti emittenti valute virtuali o che agiscono da piattaforme di scambio.[12]


È curioso notare come con un successivo tweet[13]di chiarimento al tweet del 7 gennaio, l’istituto bancario italiano smentisca quanto precedentemente affermato:


confermiamo che UniCredit attualmente non effetua alcuna attività di investimento in criptovalute. Va però chiarito che UniCredit non inibisce assolutamente ai propri clienti transazioni di compravendita in valute virtuali, ferme restando le raccomandazioni sui rischi associati a questi strumenti. Ci scusiamo per l’eventuale fraintendimento. Per maggiori informazioni è possibile consultare il link nel post.


Il secondo tweet pare contraddire quanto indicato nelle policy di UniCredit Italia: sono quindi mutate a seguito del recente polverone mediatico? Sarebbe opportuno saperlo con maggiore chiarezza o altri clienti potrebbero decidere di abbandonare UniCredit Italia. Sia concesso di dire che la vicenda sembra proprio uno ‘spaghetti crypto western’!


Se, da un lato, il 2022 sarà un anno all’insegna della regolamentazione del mondo crypto; dall’altro, sarebbe opportuno vedere alcuni prestigiosi istituti bancari riconsiderare vetuste policy aziendali e dialogare maggiormente con le più serie realtà del mondo crypto.


E, alla fine, come in tutte le storie, qualcuno dirà, un giorno, che vi era una volta il ‘Wild’ anche nel Crypto Far West


TO BE CONTINUED

[1] L’immagine suggestiva (e scherzosa) del Crypto Far West la devo all’amico Ferdinando Ametrano, utilizzata da lui più volte sul canale YouTube del “Digital Gold Institute”, <https://dgi.io/cryptoweek>, 27/01/2022. [2] Coinmarketcap, “Rug pull, https://coinmarketcap.com/alexandria/glossary/rug-pull, 06/01/2022. [3] Cointelegraph Italia, I sistemi centralizzati sono qui per restare, afferma il CEO di Binance, 31/12/2021, https://it.cointelegraph.com/news/centralized-systems-are-here-to-stay-says-binance-ceo-cz, 06/01/2022. [4] Investopedia, “Wash trading”, https://www.investopedia.com/terms/w/washtrading.asp, 06/01/2022. [5] David Morris, Do NFTs’ Crazy Valuations Make Them Art? A Leading Collector Says No, CoinDesk, 09/09/2021, https://www.coindesk.com/business/2021/09/09/do-nfts-crazy-valuations-make-them-art-a-leading-collector-says-no/, 06/02/2022. Con ciò non si vuole negare tout court l’importanza degli NFT, si pensi, ad esempio, alla c.d. generative art o al diritto di seguito ora concretamente attuabile grazie a questa tecnologia; ma si vuole solo enfattizzare come molto di ciò che viene commercializzato in merito agli NFT sia frutto di momentanee speculazioni e, talvolta, sia del tutto privo di alcun reale valore. [6] Sia concesso rimandare alla lettura di Andrea Berruto, Tutti gli exchange sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri?, CryptoValues, 16/07/2021, https://cryptovalues.eu/tutti-gli-exchange-sono-uguali-ma-alcuni-sono-piu-uguali-di-altri, 06/02/2022. [7] Mario Gerevini, Calcio, i misteri dei crypto-sponsor di Inter, Milan, Roma (e Lega calcio): chi c’è dietro Socios e BitMex, Il Corriere della Sera, 14/10/2021, https://www.corriere.it/economia/aziende/cards/calcio-misteri-crypto-sponsor-inter-milan-roma-lega-calcio-chi-c-dietro-socios-bitmex/i-nuovi-crypto-sponsor-squadre-europa_principale.shtml, 06/02/2022. [8] Jasper Jolly, Arsenal adverts for cryptocurrency ‘fan tokens’ banned, The Guardian, 22/12/2021, https://www.theguardian.com/media/2021/dec/22/arsenal-adverts-for-cryptocurrency-fan-tokens-banned, 06/01/2022. [9] Guardian Sport, Manchester City suspend partnership with cryptocurrency start-up 3Key, The Guardian, 19/11/2021, https://www.theguardian.com/football/2021/nov/19/manchester-city-suspend-partnership-with-cryptocurrency-start-up-3key, 06/02/2022. [10] CONSOB, Comunicazioni, Avvisi ai Risparmiatori, 20/12/2021, https://www.consob.it/web/area-pubblica/avvisi-ai-risparmiatori/documenti/tutela/cns/2021/ct20211220.htm, 06/02/2022. Ricordiamo che a seguito dell’introduzione del legge n. 58 del 28 giugno 2019, articolo 36, comma 2-terdecies, da quando l’Autorità è stata dotata del potere di ordinare l’oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi, il numero dei siti complessivamente oscurati dalla Consob a partire da luglio 2019 ammonta a più di 500 siti. Vi è dunque spazio per fare di più nella caccia ai banditi del Crypto Far West, come nel caso di un noto exchange internazionale dalle dubbie sedi legali e dalla recente condotta ancora alquanto piratesca. [11] SEC, Statement, Remarks before the Investor Advisory Committee, Gary Gensler, 02/12/2021, https://www.sec.gov/news/statement/gensler-iac-statement-120221?utm_medium=email&utm_source=govdelivery, 06/02/2022. [12] Twitter, The Crypto Gateway, 07/01/2022, <https://twitter.com/UniCredit_IT/status/1479527599890173952>, 12/01/2021. [13] Twitter, UniCredit Italia, 12/01/2022, <https://twitter.com/UniCredit_IT/status/1481200866405330951?s=20>, 12/01/2021.

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